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MESSAGGIO PER L'ANNO 2009
Esseri di Luce
 


Nell'atmosfera regna una sottile prevalenza di paura.
Paura per le cose perse, per quelle che non si possono più avere, per quelle dette e non dette.
Quest'atmosfera non ci fa gioire del bello e del buono che c'e in ognuno di noi.
La paura di perdere e di rinunciare alle cose che a noi sembrano importanti, ci allontana sempre di più dall'essenza del nostro cuore.

Dall'alto ci fanno capire che la felicità non è il materiale, ma è la gioia che regna in ogni cuore, l'amore che diamo al prossimo e il perdono infinito.

Dobbiamo stringerci con amore uno verso l'altro, dare più spazio a questo sentimento che alle cose terrene.

Facendo questo si verrà in contatto con il cuore, con l'amore universale e la parte spirituale che regna in noi e attorno a noi.

L'Universo vuole prepararci a scoprire il lato migliore del nostro essere.

Con Lui viaggeremo nel mondo sconosciuto dell'amore, e varcheremo la soglia dell'Universo.

Noi abbiamo perso il senso dell'amore, per dare la maggiore importanza al materiale, così  facendo rinunciamo alla gioia del Cuore Puro.

Ognuno nel suo piccolo, quest'anno, dovrà rinunciare a un pezzo di materiale per arricchire il proprio cuore e quello degli altri.

E' la legge dell'amore: dare il nostro poco per ricevere il Tutto.
Con amore sconfinato, tutti gli Esseri di Luce


 

Voglio tornare a sperare
Rosario 08/09/2008
 

Fui allevata con principi morali comuni:
Quando ero bambina, madri, genitori, professori, nonni, zii, vicini erano persone degne di rispetto e considerazione.
Quanto più prossimi o più vecchi, ci diedero più affetto. Era inimmaginabile rispondere maleducatamente ai più anziani,
a maestri o autorità: AVEVO RISPETTO
Ci fidavamo degli adulti perché tutti erano genitori, madri o familiari di tutti i ragazzi del gruppo, del quartiere, della città….
Avevamo paura appena dell’oscurità, dei rospi, topi o film del terrore…
Oggi ho una tristezza infinita per tutto quello che abbiamo perso. Per tutto quello che i miei nipoti un giorno temeranno.
Per la paura nello sguardo dei bambini, giovani, vecchi ed adulti.

Diritti umani per criminali.. ?
Doveri illimitati per cittadini onesti.?
Pagare i debiti è essere tonto..?
Amnistia per gli imbroglioni…..
Gli onesti sono stupidi..?
Non prendere vantaggio è essere sciocchi.. ?
Che cosa ci succede..?
Professori picchiati nelle aule, commercianti minacciati dai trafficanti, grate nelle nostre finestre e porte.
OGNUNO RINCHIUSO NEL SUO MONDO
CHE VALORI SONO QUESTI?
Auto che valgono più degli abbracci, figli che vogliono regali per superare l’anno scolastico.
Cellulari negli zaini dei bambini appena usciti dai pannolini.
Che cosa vuoi in cambio di un abbraccio?
Vale di più un Armani che un diploma.
Vale di più un schermo gigante che una conversazione
Vale di più un costoso trucco che un gelato insieme.
Vale di più SEMBRARE CHE ESSERE

QUANDO E' STATO CHE TUTTO QUESTO SPARI' O DIVENTO' RIDICOLO?

Voglio tirare via le grate dalla mia finestra per metterci i fiori!!
Voglio sedermi sul sentiero ed avere la porta aperta nelle notti di estate...
Voglio l'onestà come motivo di orgoglio.
Voglio la rettitudine di carattere, il viso pulito e lo sguardo negli occhi.
Voglio la vergogna, e la solidarietà.
Voglio la speranza, l'allegria, la fiducia, ....
Voglio tappare la bocca a chi dice: “a livello di", parlando di una persona.
Evviva il ritorno della vera vita, semplice come la pioggia, pulita come il cielo di aprile, lieve come la brezza della mattina!
Abbasso “l’AVERE” evviva “l’ESSERE”
Adoro il mio mondo semplice e comune.
Avere l'amore, la carità, la solidarietà come base.
L'indignazione davanti alla mancanza di etica, di morale, di rispetto...
Torniamo ad essere "gente"
Costruire un mondo migliore, più giusto, dove le persone rispettino le persone.
Utopia? No...? ...si? Chissà?...
Facciamo il tentativo…
Incominciamo a contaminare passando questo messaggio.
(segnala questo sito e indirizza in questa pagina i tuoi amici)
I nostri figli lo meritano ed i nostri nipoti ci ringrazieranno per questo.
Sicuramente anche a molti dei tuoi amici piacerebbe riceverlo e constatare che siamo molti a pensarla così.


 
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Amore universale
Albert Einstein
  Quando si riuscì a liberare l’energia dell’atomo, tutto mutò… ad eccezione del nostro pensare.
Per questo ci dirigiamo verso il disastro.
Dobbiamo mutare sostanzialmente il nostro pensiero se vogliamo che l’umanità sopravviva.

Commento:
Che cosa voleva dire Einstein con "mutare sostanzialmente il nostro pensiero"? Credo che parlasse d’Amore Universale. L’Amore Universale significa comprendere dal profondo dell’anima che noi e tutto ciò che percepiamo su questo pianeta fino ai limiti dell'immaginazione è Uno. Noi siamo il nostro prossimo, siamo gli alberi, le rocce e l’acqua. Noi siamo l’aria e tutto ciò che è stato pensato o creato. Amore Universale significa che siamo legati ad ogni livello del nostro essere. Non si verifica alcun pensiero o azione che non interessi tutti gli altri elementi dell’universo; quando facciamo del male agli altri, facciamo del male a noi stessi. Quando un bimbo etiopico muore di fame, siamo noi che stiamo morendo. Quando creiamo amore e positività, tutti godiamo dei benefici.
E’ un’illusione credere che siamo separati dagli altri, che siamo più intelligenti o più belli delle forme di vita inferiori. Queste divisioni sono fatte da noi; sono idee distruttive per la sopravvivenza nostra e di tutte le cose.
Sta comparendo una Nuova Era all’orizzonte, un’era in cui la coscienza collettiva si unirà per comprendere finalmente la nostra connessione col cosmo. La Nuova Era è inevitabile, è conforme alle leggi naturali, è evoluzione.
Stiamo in equilibrio ad un crocevia della nostra evoluzione.
E’ il momento di fare una scelta attenta: scegliamo di vivere… o di morire?

 
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I QUATTRO ZERI
Anonimo 5 Agosto, 2008
 

 

Dovevo entrare in un locale; tre pareti di cemento e una di sbarre di ferro. All’interno cerano, un lettino con un materasso, appoggiati ad una parete altri due letti a castello. Sono entrato (dal dentro mi sono visto entrare) e mi sono appoggiato al muro. Davanti a me ho visto arrivare accompagnati da non so chi gli altri due “galeotti”. Uno era Gesù, veniva avanti trascinandosi come se fosse stato malmenato e percosso, era nudo e con la testa chinata verso destra. Mi guardava con atteggiamento di chi voleva farsi notare, di essere stato trattato male.
L’altro era un noto attore del cinema giovane e somigliante a Gesù.
Dovevamo noi tre scontare una pena di un anno. Il giorno seguente sarebbe stato l’ultimo da scontare ma, una voce fuori campo ci avvertiva che ci avevano preso in giro, e che il tempo da passare in quel posto sarebbe stato di tre anni.
A questo punto mi sono messo, dopo avere alzato un angolo del materasso del lettino, a picchiare con un martello di ferro sul lato più corto, che sotto i colpi cambiava il suo aspetto, da stoffa a pelle marrone.
Gesù è venuto da me e si è appoggiato sul materasso per guardare quello che stavo facendo. Ci siamo guardati e insieme abbiamo spostato il materasso da un lato, perché ci sarebbe dovuto essere inciso sopra un numero. Infatti, il numero era 0000 (quattro zeri).
Poi Gesù si è spostato contro la parete di fronte a me e appoggiato con le braccia contro il muro, e la testa contro le braccia. Mi sembrava che si stesse lamentando e tormentando per quanto succedeva. Aveva vicino l’attore cinematografico che lo confortava accarezzandogli i lunghi capelli. Io stavo pensando che qualcuno avrebbe dovuto confortarlo e rimasi stupito di vedere l’attore che già lo faceva. Dal mio punto di vista, credo di essere stato seduto per terra, vedevo il corpo nudo di Gesù. (sembrava che qualcuno mi dicesse di guardare quello che gli avevano fatto sul corpo). L’ho guardato: vedevo la sua nuca con i lunghi capelli castani, la faccia dell’attore vicino alla sua testa, la schiena con degli strani disegni e greche che partivano dal fondo schiena e salivano fin sotto le spalle. Poi guardavo i suoi glutei bianchi e privi di disegni, le cosce al contrario della schiena avevano i disegni rivolti verso il basso ed erano più spessi e di un colore blù-grigiastro (come se fossero dei tatuaggi, ma non lo erano).

 

 

 



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Non sò chi sei, ma se sei arrivato fin quì ti auguro ogni bene e che Dio ti benedica.


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